La Politica si apre alla città

Con interesse si osserva che la Politica agrigentina si apre alla città “altra”, quella composta dai cittadini che si sono dichiarati disponibili ad assumersi la responsabilità della rinascita di Agrigento. Cittadini che intendono spendersi su più fronti: dall’impegno indiretto, proponendo soluzioni immediatamente operative anche mettendo in campo risorse proprie purché sotto l’ottica dell’investimento e non del “fondo perduto”, all’impegno diretto, e cioè disponibili a proporre una nuova classe dirigente per il governo della città individuando le migliori intelligenze agrigentine e “concentrando le energie”, se si vuole, un “volontariato delle competenze”.

È auspicabile che la Politica riesca a condividere il metodo nuovo che viene proposto da Èpolis e da altri soggetti autorevoli e cioè una visione di città dove le parole d’ordine sono “lavoro, qualità e cultura”, una visione di sostenibilità ambientale, dove progetti di riqualificazione urbana, di centralità del disegno “valle dei templi” quale arma vincente di uno sviluppo economico addirittura “scontato”, di sostegno al lavoro e di rilancio delle attività produttive.

Una città che invoca le politiche attive del lavoro volte a ridurre la disoccupazione e ad incrementare la qualità dei lavoratori già occupati. L’obiettivo diventa perseguire l’adattabilità dei lavoratori, precari e non, nel territorio, quale reale sostegno alla competitività che il moderno sistema produttivo impone alla luce delle nuove richieste di alta specializzazione e qualità che i mercati del turismo, della cultura e dell’ospitalità impongono.

Allora, se la Politica condividerà questa visione, la sintesi di coesione con i cittadini sarà presto fatta ed Agrigento del futuro sarà una città dove i nostri figli “pretenderanno” di rimanere.

E per diradare ogni legittimo dubbio che questa non sia la solita demagogia pre-elettorale, la squadra che si impegnerà in prima linea e che sarà frutto di quella sintesi auspicata, dovrà assumere l’impegno di realizzare entro i primi cento giorni di amministrazione quegli obblighi che sottoscriverà nel programma di governo e rassegnare le proprie dimissioni in caso di insuccesso e sottoporsi periodicamente in assemblee cittadine al cospetto della comunità, secondo quella formula di democrazia partecipata alla quale non ci si vuole sottrarre in alcun modo.

Siamo certi che la Politica, che in questi giorni ha dato segnali di apertura sia attraverso interlocuzioni discrete, sia attraverso gli organi di stampa, è pronta a impegnarsi “con e a sostegno del cittadino” per salvare Agrigento così come a livello nazionale si sta adoperando, facendo più di un passo indietro, per risanare l’Italia.

È arrivato anche il momento che finiscano i conflitti ad Agrigento tra Politica e società “volenterosa e impegnata” (mi si consenta di abbandonare definitivamente il termine ormai abusato ed esclusivo – nel senso che esclude e non aggrega – di “società civile”), perché se si intende collaborare con la Politica prima di ogni altra cosa bisogna essere credibili.
Paolo Minacori

portavoce del comitato Èpolis

2 thoughts on “La Politica si apre alla città

  1. valeria scavone scrive:

    Buongiorno, consapevole dell’importanza della vostra iniziativa, mi permetto di suggerirvi di visitare il sito http://www.benecollettivo.it/index.php.
    Questo comitato, nato a Palermo già da qualche anno, si propone sensibilizzare i cittadini al fine di costruire “un modello di società consapevole, responsabile e attiva”.
    Potrebbe essere interessante per spunti, suggerimenti o – comunque – per “fare rete”.
    Cordialità, Valeria Scavone

  2. admin scrive:

    Grazie per la considerazione, inseriremo il link in home page.
    Molti saluti.
    Paolo Minacori

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